La Sampdoria rischia di perdere il suo nome

Non è uno dei migliori momenti per la Sampdoria, né per quanto riguarda i risultati sul campo (la squadra è diventata il fanalino di coda del campionato di Serie A in seguito alla sconfitta nello scontro diretto con la Cremonese di Davide Ballardini), né a livello societario, con il Tribunale di Genova che ha fissato la data ultima (6 giugno 2023) per evitare il fallimento.

Stando a quanto riportato da diverse testate, tra cui Calcio e Finanza, dopo il dietrofront della famiglia Zanetti (proprietaria di Segafredo), Alessandro Barnaba avrebbe formulato la sua terza offerta per la rilevazione della Sampdoria. Nella proposta di Barnaba, però, c’è una condizione base: egli vuole infatti essere sicuro di ottenere dalla Federcalcio la concessione del titolo sportivo. La NewCo, società che andrebbe a rilevare il lato sportivo dei Blucerchiati, vorrebbe continuare a utilizzare il nome “Sampdoria”.  La FIGC al momento non ha recepito i recenti strumenti della legge fallimentare, e per l’organismo calcistico la cessione del ramo d’azienda può avvenire solo dopo il fallimento. Il nome “Sampdoria” resta legato sia al suo numero di matricola (45950), sia alla procedura liquidatoria, pertanto non può essere utilizzato da nessuno fino alla chiusura del fallimento o fino a quando il tribunale individua un soggetto al quale affidare gli asset sportivi. 

Negli anni passati è successo che fallissero società come Parma, Messina e molte altre: in quei casi il loro nome è stato preservato seppur sotto nuove denominazioni, ma nel caso della Sampdoria si apre un discorso più profondo. La squadra vanta un nome molto identitario e distintivo, e potrebbe dunque essere soggetto a rivendicazioni da parte di chi possiede i diritti televisivi.